Il mio piccolo spazio

è la possibilità di volare

martedì, 17 luglio 2007

Elizabeth Bishop

La luna nello specchio del comò
sembra guardare a mille miglia
(e forse con orgoglio a se stessa
ma senza mai sorridere)
Lontano lontanissimo oltre il sonno,
e forse scambia la notte per il giorno.

Abbandonata dall’Universo,
lo manderebbe volentieri al diavolo,
per poi trovarsi un corpo d’acqua,
o uno specchio, su cui posare.
Perciò avvolgi i tuoi crucci in melagrana
e gettali nel pozzo

in quel momento invertito dove
la sinistra è sempre la destra,
dove in realtà le ombre fanno corpo,
dove restiamo svegli tutta notte,
dove i cieli son tanto bassi quanto
il mare ora è profondo, e tu mi ami.

Una fredda primavera

scritto da kamuischiro | in poesia, elizabeth bishop | Permalink | commenti
lunedì, 12 febbraio 2007

Elizabeth Bishop [traduzione Ottavio Fatica]

L’arte di perdere s’impara presto;
tante le cose col segreto intento
di andare perse che non è un disastro.

Perdi una cosa al giorno. Con malestro
accetta chiavi perse, un’ora al vento.
L’arte di perdere s’impara presto.

Perdi di più, più in fretta; al peggio apprestati:
luoghi e nomi e dov’è che avevi in mente
di recarti. Non sarà mai un disastro.

L’orologio di mamma ho perso; e questa!
che è l’ultima di tre case nel niente.
L’arte di perdere s’impara presto.

Ho perso due città, belle. E, più vasti,
altri regni, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è poi un disastro.

Anche perdere te (la voce, il gesto
amato) non mi smentirà. È evidente:
l’arte di perdere fin troppo presto
s’impara, e sembra (scrivilo! ) un disastro.

L'arte di perdere

scritto da kamuischiro | in poesia, elizabeth bishop | Permalink | commenti (2)


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